I lavori e i settori più pericolosi: le ultime statistiche sulla sicurezza sul lavoro

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14 agosto 2026

Alcuni lavori espongono i lavoratori a rischi di gran lunga maggiori rispetto ad altri. Gli operai edili lavorano in quota e in prossimità di macchinari in movimento. Gli autisti trascorrono lunghe ore sulla strada, mentre i lavoratori del settore agricolo e manifatturiero operano regolarmente in prossimità di macchinari potenti.

Ma individuare il lavoro più pericoloso al mondo non è così semplice come confrontare i tassi di mortalità. I vari paesi utilizzano definizioni e sistemi di segnalazione diversi, il che significa che non esiste una classifica mondiale affidabile.

I più recenti dati internazionali ed europei individuano sistematicamente gli stessi settori ad alto rischio: edilizia, trasporti, agricoltura, silvicoltura, pesca e industria manifatturiera. Tuttavia, la qualifica professionale da sola non determina il livello di rischio. La parte più pericolosa di un lavoro è spesso un momento specifico in cui cambiano le condizioni, la pressione o il livello di attenzione.

Quali sono i lavori e i settori più pericolosi?

In base alle ultime statistiche disponibili, i lavori pericolosi si riscontrano comunemente nei seguenti settori:

  • Costruzione
  • Trasporto e stoccaggio
  • Agricoltura, silvicoltura e pesca
  • Produzione
  • Attività minerarie e di estrazione
  • Raccolta e riciclaggio dei rifiuti

I lavoratori di questi settori sono regolarmente esposti a veicoli, macchinari pesanti, caduta di oggetti, lavori in quota, sostanze pericolose e condizioni ambientali mutevoli.

All’interno di questi settori, le professioni a rischio particolarmente elevato includono gli operai edili, i conciatetti, i lavoratori agricoli, gli autisti di veicoli commerciali, i lavoratori del settore ittico, i lavoratori forestali, gli operatori di macchinari, i minatori e gli addetti alla raccolta dei rifiuti.

La classifica esatta varia da paese a paese. I rischi, tuttavia, sono notevolmente simili.

Statistiche globali sugli incidenti mortali sul lavoro

La portata globale dei danni legati al lavoro va ben oltre gli infortuni sul lavoro immediatamente visibili.

Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro:

  • Ogni anno 2,93 milioni di lavoratori muoiono a causa di infortuni e malattie professionali.
  • Circa 330.000 di questi decessi sono direttamente imputabili a infortuni sul lavoro.
  • Ogni anno circa 395 milioni di lavoratori subiscono un infortunio sul lavoro non mortale.
  • L'agricoltura, l'edilizia, la silvicoltura, la pesca e l'industria manifatturiera causano ogni anno circa 200.000 infortuni sul lavoro con esito mortale.

La maggior parte dei decessi sul lavoro è causata da malattie professionali piuttosto che da incidenti improvvisi. Tra queste figurano tumori, malattie circolatorie e patologie respiratorie legate all’esposizione sul posto di lavoro.

Gli incidenti rimangono tuttavia una delle principali cause di decessi evitabili, in particolare nei lavori che coinvolgono veicoli, macchinari, attività in quota e mansioni fisicamente impegnative.

Fonti: statistiche sulla sicurezza e la salute dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e stime globali dell’OIL.

I settori più pericolosi in Europa

Gli ultimi dati di Eurostat consentono un confronto più coerente a livello dell'Unione europea.

Nel 2023, l'UE ha registrato:

  • 3.298 infortuni mortali sul lavoro.
  • 2,82 milioni di infortuni non mortali che hanno comportato più di tre giorni di assenza dal lavoro.
  • Una media di 1,63 incidenti mortali ogni 100.000 lavoratori.

Quattro settori hanno rappresentato il 66,8% di tutti gli infortuni mortali sul lavoro nell'UE.

Settori con la quota più elevata di incidenti mortali

Il settore edile ha registrato quasi un quarto di tutti gli infortuni mortali sul lavoro nell’UE. Seguono i settori dei trasporti e dello stoccaggio, poi l’industria manifatturiera e l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca.

Questi risultati non significano necessariamente che un singolo operaio edile sia esposto al rischio personale più elevato. I dati indicano dove si concentrano gli incidenti mortali. Anche le dimensioni del settore, il numero di lavoratori e le ore lavorate incidono sul numero totale di incidenti.

Fonte: statistiche Eurostat sugli infortuni sul lavoro.

Quali sono i settori con il maggior numero di infortuni non mortali?

Gli incidenti mortali rivelano solo una parte della realtà. Milioni di lavoratori subiscono inoltre infortuni che comportano assenze dal lavoro, problemi di salute a lungo termine o invalidità permanente.

Nel 2023, quattro settori hanno registrato la quota maggiore di infortuni sul lavoro non mortali nell’UE:

Settore industriale Percentuale di incidenti non mortali nell'UE nel 2023
Produzione 18.5%
Costruzione 12.9%
Commercio al dettaglio 12.2%
Salute umana e assistenza sociale 12.1%

Il settore manifatturiero ha registrato la quota maggiore di infortuni non mortali, sebbene nel settore edile si siano verificati più decessi.

Anche la distribuzione degli infortuni varia a seconda del settore. Nel settore manifatturiero, il 52,3% degli infortuni non mortali ha interessato gli arti superiori, comprese le mani, le braccia e le spalle. Considerando tutti i settori, gli arti superiori hanno rappresentato il 39,8% degli infortuni, mentre le gambe e i piedi hanno rappresentato il 30%.

Queste differenze sono significative. Un settore può registrare un numero elevato di infortuni senza avere il tasso di mortalità più alto. Un altro settore potrebbe impiegare un numero inferiore di persone, ma esporle a rischi più gravi.

Fonte: statistiche Eurostat per settore economico.

Il lavoro più pericoloso potrebbe essere un momento, non una qualifica professionale

Le statistiche sulla mortalità indicano dove si verificano i decessi, ma non sempre cosa stava accadendo immediatamente prima di un incidente.

Il rischio non è costante durante l'intera giornata lavorativa. Può aumentare quando un macchinario si inceppa, le condizioni meteorologiche cambiano, il passaggio di consegne avviene in fretta o un turno prolungato inizia a compromettere la prontezza di riflessi. Anche un'attività familiare può diventare più pericolosa quando la pressione produttiva o un cambiamento imprevisto interrompono il normale svolgimento del processo.

Momento di alto rischio Cosa potrebbe cambiare Possibile errore
Blocco delle attrezzature Il processo normale viene interrotto Entrare nella linea di fuoco
Fine di un lungo turno La stanchezza riduce la prontezza di riflessi Occhi o mente distratti dal compito
Ritardo nella produzione La pressione induce a fare le cose di fretta Saltare un passaggio importante
Passaggio di turno Le informazioni potrebbero essere incomplete Non aver individuato un pericolo in evoluzione
Una routine familiare Il rischio sembra meno evidente Agire senza verificare

Come si verificano gli incidenti mortali sul lavoro?

I dati europei evidenziano inoltre le principali cause di infortuni mortali sul lavoro.

In tutta l'UE nel 2023:

  • Il 23,8% degli incidenti mortali è stato causato dall'urto con un oggetto in movimento o da una collisione.
  • Nel 21,4% dei casi il lavoratore ha urtato un oggetto fermo, compresi gli incidenti in cui la vittima era in movimento.
  • Nel 13,8% dei casi si è trattato di casi di intrappolamento o schiacciamento.

Le cause variano notevolmente da un settore all'altro.

Nel settore dei trasporti e dello stoccaggio, gli incidenti mortali causati dall’urto con un oggetto in movimento o da una collisione hanno rappresentato il 37,3% del totale.

Nel settore edile, il 34% degli incidenti mortali ha visto il lavoratore urtare contro un oggetto fisso. Questa categoria comprende molti incidenti legati a cadute dall'alto.

Non si tratta di rischi astratti. Spesso comportano che i lavoratori si trovino sulla traiettoria di un proiettile, si avvicinino a veicoli, perdano l’equilibrio o non riescano a individuare per tempo un pericolo improvviso.

Fonte: statistiche Eurostat sulle cause e le circostanze degli incidenti.

Dati recenti sugli incidenti mortali sul lavoro in Gran Bretagna

I dati provvisori relativi all'anno 2025/26 indicano che in Gran Bretagna 126 lavoratori hanno perso la vita in incidenti sul lavoro. Il settore edile ha registrato il maggior numero di decessi, seguito dall'agricoltura, dall'industria manifatturiera e dai trasporti.

Industry Infortuni mortali nel 2025/26
Costruzione 25
Agricoltura, silvicoltura e pesca 22
Produzione 18
Trasporto e stoccaggio 15
Commercio all'ingrosso, commercio al dettaglio, riparazioni di autoveicoli, alloggio e ristorazione 11
Rifiuti e riciclaggio 6

Tuttavia, i settori dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca hanno registrato il tasso di mortalità più elevato, pari a 8,09 decessi ogni 100.000 lavoratori. Seguono i settori dei rifiuti e del riciclaggio con 5,47, rispetto a una media di 0,37 registrata in tutti i settori industriali britannici. Questi dati sono provvisori e potrebbero essere soggetti a revisione. Fonte: statistiche sugli infortuni mortali dell’Health and Safety Executive.

Perché le classifiche internazionali vanno prese con cautela

Un elenco che sostiene di individuare i dieci lavori più pericolosi al mondo può sembrare semplice, ma le statistiche su cui si basa sono raramente comparabili.

Tra le differenze figurano:

  • Come viene definito un infortunio sul lavoro.
  • Se siano inclusi i lavoratori autonomi.
  • Se siano inclusi gli incidenti stradali verificatisi durante l'orario di lavoro.
  • Come vengono registrati i casi di malattie professionali.
  • Dopo quanto tempo dall'incidente un decesso può essere classificato come infortunio sul lavoro.
  • Se gli infortuni non mortali vengono segnalati dai datori di lavoro, dalle compagnie assicurative o dai lavoratori.
  • Il numero di occupati in ciascun settore.
  • Livelli di sottostima.

I dati di Eurostat forniscono definizioni relativamente uniformi tra i vari paesi dell'UE. Ciononostante, le differenze nei sistemi nazionali di rendicontazione e di assicurazione possono influire sui risultati.

Ecco perché le analisi internazionali più attendibili si concentrano su tendenze generali piuttosto che presentare una classifica globale precisa.

Il ruolo dei fattori umani nei lavori ad alto rischio

Le procedure, le misure di sicurezza, i dispositivi di protezione individuale e la formazione tecnica rimangono fondamentali. Tuttavia, tali misure di controllo vengono applicate da persone che operano in condizioni mutevoli.

La stanchezza, la fretta, la frustrazione e la routine possono aumentare il rischio di errori gravi quali:

  • Lo sguardo o la mente non sono concentrati sul compito.
  • Entrare nella linea di fuoco.
  • Perdita di equilibrio, aderenza o tenuta.

Ciò non significa attribuire la colpa ai lavoratori. I datori di lavoro rimangono responsabili della sicurezza dei sistemi, dell’adeguatezza delle attrezzature, di una supervisione efficace e di condizioni di lavoro realistiche.

La formazione sui fattori umani aggiunge un ulteriore livello di protezione, aiutando i lavoratori a riconoscere quando le loro condizioni personali o l’ambiente circostante aumentano il rischio.

Rendere più sicuri i lavori ad alto rischio

Le statistiche variano da un paese all’altro, ma i rischi sono sempre gli stessi: veicoli, macchinari, cadute, oggetti in movimento e condizioni di lavoro mutevoli.

I controlli tecnici, i sistemi di sicurezza e un’efficace supervisione rimangono alla base della prevenzione. La formazione sui fattori umani rafforza queste misure aiutando i lavoratori a riconoscere quando la stanchezza, la fretta, la frustrazione o l’abitudine possono aumentare il rischio di errore.

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14 agosto 2026

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